Avvento 2020


In questo periodo troviamo diverse proposte per vivere il tempo dell'attesa, anche a noi piacerebbe proporre degli spunti che aiutino a vivere i giorni che ci separano dal Natale con INTENSITÀ.

I Padri della chiesa affermano che Maria, prima di generare Gesù nella sua carne l'aveva generato nelle sue orecchie attraverso l'ascolto della Parola. Ed è ciò che desideriamo per noi e per chi vorrà fare questo percorso!

Ecco la nostra iniziativa:

Occorre il desiderio di lasciarsi TOCCARE e PROVOCARE dalla Parola e poi una Bibbia e un quaderno, o qualcosa dove prendere degli appunti.

1. Leggere a voce alta il Vangelo del giorno, con calma, lasciando che le parole scendano nel nostro cuore come il seme nella terra.

2. Lasciarsi aiutare dai brevi spunti di riflessione per accogliere nel concreto della propria vita la parola del Vangelo.

3. Scegliere una parola da custodire nella giornata.


Buon Cammino nell’attesta di Colui che riempie luce e gioia i nostri giorni.



Per iniziare il percorso...


Vegliate perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.

Dal Vangelo secondo Luca (21,34-36) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

Noi e la Parola

Il credente si prepara alla lotta spirituale con la vigilanza: il Nuovo Testamento chiede a più riprese di essere sobri e temperanti, di stare in guardia, di vegliare, di stare svegli, di stare attenti, di essere pronti. La vigilanza è atteggiamento umano e spirituale con cui l'uomo è presente a se stesso e a Dio: è attitudine di lucidità e di criticità che lo mantiene perseverante e non distratto, non dissipato. L’uomo vigilante è attento a tutto il reale, lucido nei confronti di se stesso e della realtà, attento agli eventi e agli incontri, sollecito al proprio ministero, responsabile, capace di pazienza e di profondità. Al contrario, chi non vigila è un uomo addormentato, intontito, che vive sotto il segno della paura, della superficialità, della pigrizia e della negligenza. È l'uomo che teme il faccia a faccia con se stesso, che preferisce la tenebra alla luce, che evita di mettersi in discussione e di confrontarsi... In obbedienza al comando del Signore («Vegliate e pregate per non soccombere nella tentazione»: Matteo 26,41), la tradizione spirituale ha associato la vigilanza alla lotta spirituale e alla preghiera, che di tale lotta è l'arma per eccellenza, ed ha fatto della vigilanza l'arte della purificazione dei pensieri, della "custodia del cuore", il momento fondamentale della lotta contro il peccato. È dunque ovvio che, nella formazione alla lotta spirituale, occorre condurre alla adesione alla realtà (e anzitutto alla realtà propria, personale, riconoscendo e dando il nome alle lacune, alle debolezze e alle negatività che ci abitano) e alla strutturazione dello spazio interiore (educando a leggere, pensare, interpretare gli eventi, dialogare interiormente). E questo, naturalmente, mentre si introduce all'ascolto della Parola di Dio nella Scrittura, dunque alla conoscenza del Signore.

(Luciano MANICARDI, La lotta spirituale, in CENTRO REGIONALE VOCAZIONI [PIEMONTE-VALLE D’AOSTA], Corso di avvio all’accompagnamento spirituale. Atti, a cura di Gian Paolo Cassano, Casale Monferrato, Portalupi, 2007, 143-144).

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