Martedì - Prima settimana di Quaresima

Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore

Una Parola...

Il Vangelo di oggi ci mette dinanzi alla relazione fondante del nostro essere discepoli e del nostro costruire comunità. Infatti, può facilmente capitarci di far fatica ad essere noi stessi nelle nostre relazioni, a volte ci portiamo dentro paure che ci condizionano e che quindi non ci lasciano vivere nella libertà.

E' bello scoprire che nella nostra relazione con Dio possiamo davvero essere noi stessi, che possiamo saperci custoditi e amati dal Padre, scoprire che siamo innanzitutto figli e quindi fratelli!

Oggi custodiamo questa certezza e lasciamoci abbracciare dal Padre nelle nostre parti mancanti, nei luoghi dove non vorremo far entrare nessuno.

La Quaresima è sempre tempo per ricominciare, lasciamoci toccare e costruiamo la fraternità.



... per crescere nella fraternità

Come credenti pensiamo che, senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possano essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità. Siamo convinti che «soltanto con questa coscienza di figli che non sono orfani si può vivere in pace fra noi».[260] Perché «la ragione, da sola, è in grado di cogliere l’uguaglianza tra gli uomini e di stabilire una convivenza civica tra loro, ma non riesce a fondare la fraternità».
(Fratelli Tutti, 272)


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